h. 22:00 circa
Cosi' eccomi qua in quel di Thamel, Kathmandu. Dopo un viaggio un po' avventuroso (il pilota era un vero assassino al decollo e in atterraggio.. ahahahah) l'impatto con il luogo e' forte fin dall'aeroporto: struttura fatiscente, poco illuminata e molto sporca. Un po' contribuisce il tempo non favorevole a causa della stagione monsonica.
Il visto si fa facilmente (tra l'altro mo costa 25 dollari invece di 30... mejo!), e al ritiro bagagli due angeli custodi mi prendono lo zainone e me lo fanno passare direttamente all'uscita senza il controllo doganale - la macchina fotografica avrei dovuto dichiararla assieme ad altre cose, probabilmente - ovviamente dietro compenso... volevano 10 dollari ma avevo solo un pezzo da 20... la faccia contenta che hanno fatto ha compensato il surplus della tip... probabilmente ci camperanno tutta la settimana.
Per fortuna sono venuti a prendermi quelli dell'hotel: fuori dall'aeroporto sembrava di essere al mercato all'ora di punta... mendicanti, tassisti (abusivi?), procacciatori vari... si fiondavano come le mosche sulla merda. Eheheheh...
Il tragitto aeroporto hotel e' stato devastante ed affascinante allo stesso tempo: traffico assurdo, guidatori spericolati, poverta' assoluta, galli e cani che giravano per le strade, street boys che chiedevano la carita'. Un percorso in mezzo a luoghi indescrivibili che colpiva per il forte contrasto tra la sporcizia e la miseria dell'ambiente e la ricchezza dei sari delle donne nepalesi.
Thamel e' un cuore pulsante farcito all'inverosimile di insegne pubblicitarie e gente che gironzola. Probabilmente qui non hanno mai sentito parlare di piano regolatore, la tortuosita' delle strade, i vicoli malridotti e l'aspetto di certe case farebbero impallidire il nocciolo duro dello Zen di Palermo o di Scampia: ciononostante, a prima vista, la criminalita' sembra non esserci, tutti girano, stanno seduti sugli uscii dei negozi (bugigattoli stracolmi di oggetti che sgomitano uno con l'altro per un po' di visibilita').
L'hotel non e' dei migliori, diciamo che rispecchia un po' la zona in cui e' collocato ma, dopotutto, non ci si puo' lamentare. Al ristorante dell'hotel si mangia bene anche se qua la cucina e' molto speziata e non sono ancora abituato ai forti sapori di curry, cumino, cannella e chissa' quante altre spezie.
Piccolo spettacolino dato da un ubriaco (alle 9 di sera!) che ballava completamente in bomba in strada, di fronte al cambiamonete, sotto l'influsso di chissa' cosa e seguendo a caso la musica sparata a palla dal bar qui sotto. Per una mezz'ora delirio totale anche perche' ogni tanto si verificavano degli ingorghi ma il bello di Kathmandu forse e' pure questo.
Domani giretto per i sobborghi della citta': Swayambunath (il tempio delle scimmie), Pashupatinath (dove non potro' entrare perche' non sono indu'), Bodha, Patan e ritorno.
PS: mi sto ancora chiedendo come mai all'Indira Gandhi International, zona internazionale, c'e' il loculo per i fumatori ma e' vietato portare accendini: eppure non mancavano assieme ad una buona dose di fiammiferi, alle persone la' presenti... ???
Alla prossima!
sabato 8 agosto 2009
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