venerdì 21 agosto 2009

Odore di morte.

Arriviamo, tre derelitti, con 3 ore di ritardo in questa citta' definita il cimitero dell'India per il forte culto funebre delle cremazioni lungo i ghat sul Gange. La sera prima abbiamo riservato 2 camere alla Shanti GuestHouse e ci facciamo portare su un motoriscio', stipati come sardine.

Il mezzo non puo' entrare nelle strette viuzze della citta' vecchia, un miscuglio capillare di bazar, casupole, templi, vacche, cani, merda, rifiuti e moto che suonano. Oltre a tantissima gente che passa o si affaccia fuori dai buchi che sono le loro case o negozi e che porta tutto ai ghat. La chowk, la citta' vecchia, non si puo' descrivere a parole, bisogna trovarsi in mezzo a questo caos per capirlo. Yang ha paura dei cani e delle mucche e ogni volta fugge, poveretta. L'ostello e' spartano ma molto gradevole, pieno di turisti da tutto il mondo e con un ristorante che si affaccia sul Gange e da cui si possono vedere tutti i ghat della citta'. Unico problema le scale ripidissime stile olandese. Abbiamo una camera con aria condizionata al sesto piano, sopra al ristorante con ottima vista del Gange, mentre Yang sceglia una al terzo piu' comoda ma solo con ventilatore. Nonostante le frequenti interruzioni di corrente il generatore fornisce sempre continuita' alla luce e ai ventilatori. L'umidita' della citta' e faticosamente sopportabile e anche alle 9 di mattina si boccheggia. Una scimmia gironzola sul tetto del ristorante. La vedremo spesso.

Diego ha la macchina fotografica rotta e quindi, su consiglio di un negoaziante qui vicino, ci rechiamo al centro Samsung. In 3 su un riscio' a pedali. Scomodissimo! Ci guardano tutti, probabilmente non hanno mai visto 3 turisti ridotti cosi'. Eheheheheh. Al centro ci mettono troppo tempo e quindi Diego provera' a Delhi. Torniamo alla chowk.

Il pomeriggio siamo senza meta ma alla fine, dopo "pranzo", andiamo al Tempio d'Oro, poco distante, con la sua struttura superiore costruita con piu' di 900 chili d'oro. E qui comincia il delirio indu'.
Il Kashi Vishwanath e' dedicato a Siva e Parvati, marito e moglie della cosmologia induista. Noi, non appartenendo a questa religione, non potremmo entrare ma gli addetti ci fanno partecipi al rito, la puja, per lo shivalingam, il simbolo della fertilita' gia' incontrato a Pashupatinath. Entriamo scalzi (sporcizia ovunque ma tanto, avendo gia' pestato una cacca di vacca coi sandali prima, non mi faccio problemi), con le offerte - 50 rupie a cesto - e passiamo attraverso i vari stadi del rito, incomprensibili ma non meno affascinanti, almeno per me. Yang e' un po' spaventata, Diego scettico. Ad ogni passaggio il sacerdote ci chiede soldi - 100 rupie qua, 100 rupie la', ecc... Ogni tanto gironzolano le scimmie, sul tetto e attorno. Riceviamo i vari tika e facciamo i gesti tipici verso Siva, Parvati, il lingam e via dicendo.
Ce ne andiamo un po' strani, coinvolti in questa strana religione, antichissima e complessa, verso il ghat dei 10 sacrifici di Brahma, poco distante. Di li a poco, come ci spiega un 13enne molto intelligente e sveglio, che va a scuola e fa l'addetto barcaiolo sul Gange, ci sara' una grande puja per le cremazioni, sia in quel ghat che nei vicini. Parlottiamo un poco con lui, che tenta di convincerci ad andare su una barca per ammirare l'evento, dicendogli che dovrebbe venire in Europa per quanto e' sveglio e sa parlare bene l'inglese. Siamo circondati da giovani caprette.
Dopo un po' si avvicina un bambino ancora piu' sorprendente, 9 anni, orfano di madre, che parla anch'egli bene l'inglese e sa pure un poco di spagnolo, che vende cartoline e oggettini vari. Pittura qualcosa sulla mano di Yang e ci fa vedere le sue cose. Non va a scuola e lo lasciamo ammonendolo di andarci perche' sarebbe brutto sprecare cosi' un bambino.

Si fa sera e per tornare alla Shanti house ci facciamo accompagnare da un bambino perche' ci siamo mezzi persi, nel buio delle viuzze. Un paio di topi si infilano nei gradini. Passiamo per il vicino Manikarnika Ghat e vediamo pire bruciare da lontano. Cena, chiaccheriamo un po' con Yang e poi a letto presto. Vado a pisciare e una scimmia mi osserva sorpresa dalla finestra.

Yang si trattiene solo quel giorno per poi andare ad Agra. Noi invece prolunghiamo di un giorno per problemi con la prenotazione del treno (stavolta lo facciamo via internet, in hotel, con l'addetto). Ci tocca la 2a classe AC, che mi hanno vivamente sconsigliato in precedenza. Speriamo bene.

La mattina trascorre lenta, poi andiamo per i mercatini con Yang e ci fermiamo per una cocacola. Ogni tanto, come ieri, passano i cortei funebri diretti al Manikarnika Ghat, uno dei piu' noti qui e quindi posto migliore per il trapasso. Morte ovunque.

Pranziamo di nuovo al ristorante, Yang non ha fame, probabilmente per i troppi cani e gatti (ma le aspetta un lungo viaggio), poi la accompagnamo verso la via principale da dove prende un motoriscio' per la stazione. Speriamo di beccarla in giro prima che torni a casa, altrimenti ci scriveremo.

Domani andremo a Sarnath, a 10 km da qui, in giornata.

Stay tuned!