sabato 15 agosto 2009

Bandipur & Pokhara

L'ultimo giorno a Kathmandu lo passiamo pranzando a casa di Mannoz, nelle vicinanze dell'aeroporto, area di Bhaktapur. Ci accolgono sua madre, la madre di Anup e la zia di Anup, vestite a festa con stupendi sari rossi.

Prima pero', la mattina, facciamo un pochino di shopping e ritroviamo Sami in Thamel, gli regaleremo un paio di magliette prima di andare via l'indomani.

La famiglia di Mannoz ci prepara un delizioso dal baht con finale del lassie e uno sweetie molto zuccherato. La casa di Mannoz, nonostante la posizione, e' molto bella all'interno. Facciamo un sacco di foto. Il pomeriggio ripassiamo un attimo dall'agenzia perche' hanno avuto un problemino con l'albergo di Bandipur e ce ne hanno dato un altro. Poi cazzeggiamo un po' e la sera ci troviamo con Raijb e Mannoz per andare a cenare all'Electro Pagoda. Via skype con Anup ci facciamo dare il nome del suo amico che lavora all'EP.

La serata e' un delirio, si magna, si chiacchera, si beve, l'amico di Anup, Rajint, si intrattiene con noi e poi torna a suonare la tabala col gruppo. Imparo qualche locusione nepalese. Seratone fuorissimo concluso all'albergo con ragazza inglese trovata sulle scale in stato semicomatoso... sti anglosassoni non sanno...

Sveglia alle 5:30 (3 ore di sonno) per beccare l'autobus per Dumre. Piove che Siva la manda. Come degli sfollati prepariamo tutto ed andiamo in Kantipath, fila di autobus, becchiamo il nostro, er fortuna ci mettono gli zaini all'interno senno' toccava metterli sopra. L'autobus non e' malaccio, accanto a me una famiglia con una bimba ovviamente bellissima. Diego prende il giornale da un abusivo pensando di essere come sull'aereo ma lo paga 15 rupie. Io prendo una bottiglia d'acqua.

Si parte. Digressione sul viaggio: attraverseremo sempre paesaggi stupendi, quasi giungla, il tempo e' cosi' cosi', ogni tanto qualche villaggio di poche catapecchie. Sosta tecnica a meta' strada. Un sacco di risaie e campi di grano, a volte a pelo sulla strada. Questa e' un po' incasinata a tratti piena di buche. Diego dorme la maggior parte del tempo, ogni tanto si sveglia. Faccio varie foto. Tanti camion che vanno e vengono. Sorpassi azzzardati ma tanto sanno come regolarsi.

Arriviamo a Dumre, nella valle sotto Bandipur. Un ladro ci porta in jeep al Bandipur Mountain Resort per 200 rupie a testa. Arriviamo su su in montagna, il posto e' bellissimo, si vede tutta la vallata, sembra quasi la valle incantata delle fiabe, anche l'hotel e' molto bello (la Lonely Planet lo definisce di media categoria ma e' piu' che media). Stanza ampia, balcone che da sulla valle, ambiente gradevole.
Facciamo un giro per Bandipur, sembra che il tempo si sia fermato. La cittadina e' piccola ma molto ordinata, finalmente non ci sono i bambini che mendicano ma anzi tutti salutano e giocano nella via/piazza principale. Tra l'altro molti sannopure parlare bene l'inglese, altro che in Italia.

Il posto sembra stile vecchio West ma risale al '700, vari turisti e educatissimi cittadini. Mangiamo benissimo in un ristorante all'ingresso della piazza, all'esterno. Tante belle ragazze, una giovanissima col tika del matromonio, avra' 15 anni, aspetta una sua coetanea con figlio. O_O

Questo e' il posto in cui andare in viaggio di nozze, oppure dove ritirarsi per la pensione. Qui sembra che stiano tutti meglio rispetto a Kathmandu o altri posti che ho visto, forse per il fatto che, con la strada KTM-Pokhara che passa a valle, sono tagliati fuori e quindi nessuno rompe tanto le balle.

A cena stiamo in hotel perche' parte un monsone cattivo. Il cameriere sbaglia il conto e paghiamo 1300 rupie invece di 630 ma il giorno dopo regoliamo. Ci sono altre 2 comitive di soli italiani ognuno con guida: una famiglia genovese di 5 e 3 persone da torino (la ragazza e' calabrese trapiantato ma, guarda caso, molto gnocca). Stiamo in hotel a chiaccherare (ci tocca, la pioggia non perdona e non c'e' luce fuori l'hotel), torniamo in camera presto, leggiamo e si dorme. Divinamente. La notte nella valle si accendono poche luci ogni tanto, ma e' prevalentemente il nero che predomina.

La mattina dopo ci svegliamo e non vediamo nulla, la nebbia avvolge la cima della montagna. Andiamo zaini in spalla a Bandipur (10 minuti ma con mezza salita), prendiamo una jeep per Dumre a sole 100 rupie a testa che porta, a parte noi due, 5-6 ragazzi, due dei quali attaccati dietro. Noi siamo seduti dietro e con la strada malridotta sballonzoliamo qua e la' ma la discesa in jeep e' fenomenale. Ogni tanto il ragazzo che guida si ferma e tira su chi padre e figlia chi una signora.

A Dumre prendiamo un bus locale (non turistico) per Pokhara a sole 150 rupie a testa. Ma e' il viaggio della speranza. Ci propongono di stare sul tetto ma mi rifiuto. La strada e' sfasciata, tanti camion, vediamo un camion pure fuoristrada, tratti a strampiombo sulla valle, tantissime risaie (le classiche a terrazza) e ancor piu' foresta. Anche qui una bimba bellissima, in braccio alla nonna. E due ragazze stupende davanti, una delle quali NON ha il tika del matrimonio e che secondo me e' la piu' carina.
A meta' strada cambiamo bus per qualche oscuro motivo, per fortuna e' mezzo pieno e non affollato come il precedente. Ma la strada e' ancora peggio, facciamo salti degni delle montagne russe. Finalmente arriviamo a Pokhara, zona bazar.

Un tassista ci porta all'hotel senza sapere dov'e', facendo un giro a chiedere ai colleghi. Finalmente lo troviamo. Carino e pulito, con vista sul lago Fewa. Qui staremo due giorni, poi andremo all'afosissimo e caldissimo Chitwan National Park.

Namaste!