Di nuovo dalla sezione partenze dell'Aeroporto di Colombo. Se siamo qui allora e' andato tutto secondo i piani.
Arriviamo a Hulmale' di notte e nel bel mezzo del monsone, preannunciato dalla turbolenza che ci ha accompagnato da meta' del tragitto. Piove a secchi rovesci. Prendiamo il barchino per Male' che ondeggia allegrmente, stracarico di merci e passeggeri. Sotto la pioggia, con gran difficolta', riusciamo a prendere un taxi che ci scarica sotto la Blue Diamond Guesthouse. Ovviamente noi poveri viaggiatori non possiamo permetterci un resort all inclusive sperso nell'arcipelago e siamo costretti ad usufruire di un tugurio a poco prezzo. Poco... 30 dollari a notte per una doppia con bagno - il cesso e' formato Lilliput - che avrebbe bisogno di una profonda sistemata.
Prima giornata infestata dalla pioggia continua, ci rechiamo all'Alto Commissariato per l'India a chidere i visti. Condizioni al contorno: e' giovedi', l'ambasciata e' chiusa venerdi', sabato e domenica e noi ripartiamo tra sabato e domenica notte, abbiamo quindi poche ore per fare il visto. Un tipo gentilissimo ci spiega che di solito ci vogliono 72 ore per ottenerlo ma vista la situazioni si fara' quel che si potra'. Dopo un po' di attesa e Diego che cerca un fotografo epr fare delle foto per il visto veniamo accolti dal Console in persona che comprende la situazione e ci accorda per il pomeriggio un visto ad entrata singola turistico valido fino all'11 settembre O_O alla modica cifra di 50 dollari ovvero 638 Rufie Maldiviane; alla facciazza degli addetti dell'immigrazione indiani. Speriamo che a quei due romani che ci hanno messo la pulce nell'orecchio abbiano fatto pagare il doppio: loro avevano un visto signolo e sono entrati 2 volte in India senza problemi, che cazzo!
Alle 5 del pomeriggio ritiriamo la nostra salvezza dalla signorina gentilissima. Nel frattempo gironzoliamo per la citta' anche se la pioggia ci inzuppa... a Delhi ho lasciato il poncho perche' tanto non mi sarebbe servito alle Maldive'... sto cazzo.
Qua niente alcol, niente carne di maiale, tante moschee e una calme ed un ordine fuori dal normale: paese musulmano. Dopo 3 settimane notiamo piacevolmente la mancanza di 3 cose: bambini mendicanti, cani rognosi e vacche di merda, per le strade. Finalmente!!!
In effetti cani per strada manco ne girano (e' vietato importarli) e i bambini stanno in casa o escono la sera tardi, dopo le sei.
Purtroppo le sfighe non vengono sole: e' Ramadan, nessun ristorante aperto fino alle 6 del pomeriggio, siamo costretti ad arrangiarci con gli alimentari aperti qua e la'. La prima giornata la passiamo da disadattati. Pero' la sera ai ristoranti si mangia bene, meglio che in India.
Il giorno dopo andiamo a fare un giro nella spiaggetta a mezzaluna che, anche se artificiale, e' tenuta molto bene ed offre un buon punto per rilassarsi. Ci sono le nuvole ma ci abbronziamo lo stesso come aragoste. Le spalle bruciano. il pomeriggio, come un orologio svizzreo, puntuale ariva il monsone.
Il terzo giorno c'e' il sole ma dobbiamo attendere le 2 di notte per il volo fino a Colombo. Ci spostiamo stancamente da una parte all'altra dell'isola, visitiamo i porticcioli, il porto commerciale, i mercati locali, una zona in cui c'e' una montagna di rifiuti che penso rappresenti il punto piu' alto di tutta l'isola, grattacieli inclusi. Pero' visto l'enorme impianto accanto credo che li utilizzino per produrre energia. Altra cosa a differenza dell'India: non ci sono mai salti di corrente.
Il sabato sera si anima ma noi, finalmente, ci rechiamo verso l'aeroporto. il mare e' calmo ed il barcone solo per noi. Male' illuminata si allontana sempre piu'.
All'aeroporto un sacco di italiani danarosi attendono il volo per Dubai, ancor piu' gialli arrivano a mandrie. Ci guardiamo Manchester Arsenal attorniati da svariati addetti aeroportuali e doganieri che aspettano la fine o l'inizio del turno. Pago un caffe' 4 dollari...
L'aereo per lo Sri Lanka e' semivuoto, saremo al massimo una ventina. A Colombo non ci accorgiamo nemmeno dell'arrivo da quanto siamo stanchi, sono le 4 di mattina. Diego viene svegliato dall'hostess come un barbone su una panchina del parco.
Siamo pronti a passare le prossime 10 ore come profughi all'aeroporto quando l'addetta della SriLankan ci informa che possiamo passarli in hotel. Ci prenotano al Tamarind Tree, un resort appena fuori di un lusso sfrenato, immerso nel verde, con piscina e scoiattoli. Finalmente una doccia vera, un bagno vero (con bidet!), un letto comodissimo, aria condizionata, tutti i comfort. A spese della compagnia aerea. Altro che Alitalia di merda.
Sulla strada per l'hotel attraversiamo 3 posti di blocco, strascichi della guerra appena terminata contro i separatisti Tamil. Anche al rientro ci sono i militari all'ingresso e ci controllano i bagagli prima di entrare.
Dopo sto viaggio fuori programma sara' un inferno tornare un quella fogna a cielo aperto che e' Delhi. Per fortuna che ci staro' solo poche ore, poi me ne torno in Europa.
Stay tuned... per poco.
Ayubowan.
PS: non posso postare foto, uso terminali che spesso non hanno porta USB. Al ritorno...
domenica 30 agosto 2009
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