mercoledì 26 agosto 2009

Taj Mahal, Dirty Delhi

Nulla da eccepire: con il Marudhar Express ci va di lusso. La 2a A/C e' molto meglio degli scompartimenti C6 di Trenitalia, pulita, accogliente, con cuscino, lenzuola, copriletto e coperta di lana. L'A/C e' a palla e si sta benissimo. Ovviamente il treno arriva a Varanasi Junction con il suo buon quarto d'ora di ritardo e c'e' il solito trqambusto per montare in treno ma dopo si apre il paradiso. Incontriamo una coppia romana che fa il nostro stesso tragitto, due poti piu' addietro, e che passeranno per delhi velocemente prima di svernare per gli ultimi giorni alle Maldive. Questa cosa ci ha messo una grande pulce nell'orecchio.

Si dorme bene e la notte passa senza problemi. Gli immancabili ambulanti passano per la carrozza e vendono chhai, patatine e quant'altro.

Arriviamo ad Agra con le consuete 3 ore di ritardo e ci facciamo accompagnare allo Shah Jahan da un motoriscio': il tizio e' un po' invadente e quando arriviamo all'hotel ci aspetta perche' vuole farci fare un tour della citta'. Noi gli diciamo che andrebbe bene per l'indomani per togliercelo dai piedi, alle 10.

L'hotel e' in una posizione ottima, vicino al South Gate del Taj Mahal che abbiamo visto gia' dal treno prima di scendere ad Agra Fort; e' gestito da un simpatico musulmano (Agra, a differenza dell'indu' Varanasi, e' per meta' musulmana, eredita' dell'antico impero moghul) e da un ancor piu' simpatico capocuoco che, la sera, mi intrattiene in una discussione su come conquistare le ragazze occidentali... ahahahah. Le stanze lasciano pero' a desiderare: la nostra doppia e' piccola, come il bagno, e stranamente il supporto del letto, in marmo e cemento, emana calore che, associato al caldo umido della citta', rende il tutto poco vivibile. Per 500 rupie!

Basta: abbiamo deciso di seguire quella fastidiosa pulce nell'orecchio e quindi ci fiondiamo nell'internet point sotto a prenotare una A/R Delhi - Male' via Colombo per concludere al meglio la vacanza... eheheheheheheh

Il pomeriggio andiamo a visitare il Taj Mahal: maestoso, stratosferico, enorme, imperiale... indescrivibile. Costa un sacco entrare (ma danno una bottiglia d'acuq e un copriscarpe in omaggio) ma il biglietto ne vale la pena: una delle sette meraviglie moderne a nostra disposizione. Sebbene da fuori sia gigantesco, la camera interna e' piuttosto piccola e ovviamente abbiamo accesso solo ad una piccola parte del mausoleo. Anche il complesso attorno e tutti gli edifici rossi sono eccezionali. Andiamo a fare un salto anche al Forte rosso di Agra, ci porta un simpatico vecchietto che fatica a salire le scollinature. Torniamo giusto giusto quando comincia a piovere.

Visto che il treno per Delhi e' alle 6 di mattina, la sera andiamo a letto presto.

L'Intercity Express ci scarica in una citta' che ha di tutto troppo: troppa sporcizia, troppo casino, troppa puzza, troppe strade dissestate, citta' troppo grande, metropolitana troppo moderna e comunque troppo piccola per sopportare la pressione cittadina, troppe stazioni ferroviarie. E' l'amplificazione di quanto di peggio (ma anche in meglio) ci sia in India. Comincio ad odiarla fin da subito.
Il tipo del motoriscio' ci dice che il nostro hotel e' chiuso: abile mossa ma ormai siamo ben navigati in queste cose. Il Vivek e' relativamente vicino alla stazione e da direttamente sul caotico Main Bazar di Pahar Ganj. La stanza e' grande ma non da sulla strada. Mangiamo al vicino Sam's Cafe... di li a poco me ne pentiro'.

Diego deve riparare la macchina fotografica, ci dirigiamo verso Chandni Chowk, nella vecchia Delhi. Posto assurdo, pervaso di baracchini in cui si puo' trovare davvero di tutto, e ripararlo. Il riscio' ci porta al "Camera Market", una sezione di questo immenso bazar dedicata esclusivamente alla compravendita e riparazione di macchine fotografiche di tutti i tipi. Il tizio, entro un'ora, per la "modica" somma di 1000 rupie fa tutto.

Io comincio a non sentirmi bene e torniamo all'hotel. Probabilmente ho mangiato qualcosa che non andava al Sam's Cafe' visto che ha tutta l'aria di una tossinfezione alimentare: diarrea, vomito, febbre serale. Non sto a dilungarmi sugli schifosi particolari. Mi imbottisco di farmaci. Che balle perche' il giorno dopo dobbiamo prendere l'aereo per le Maldive. Per fortuna la mattina dopo mi sento un poco meglio, sebbene ancora macilento. Ho mangiato poco per paura di vomitare ancora. Comincio ad odiare sempre di piu' questa citta' di merda, che puzza di merda e con la gente color della merda. Nauseabonda congrega di impediti che non sanno nemmeno asfaltare la strada del Main Bazar che si trasforma presto, causa pioggia, in una palude.

Finalmente arrivano le 17, arriva il taxi (un po' in ritardo) e ci dirigiamo verso l'aeroporto. Traffico infernale ma fluido. Ovviamente nel pieno sprezzo del codice della strada: clacson, sorprassi azzardati, inderimenti improvvisi, riscio' in contromano, stradoni ad 8 corsie... via via da questo schifo. L'India e' una merda.

Arriviamo all'aeroporto e all'immigrazione succede il casino. Premessa: abbiamo un visto ad entrata doppia ma visto che questi cretini di indiani non sono nemmeno capaci di fare un aeroporto in cui arrivi e partenze siano uniti ma separati, a suo tempo siamo stati costretti ad uscire e rientrare bruciandoci, di fatto un ingresso anche perche' ...(censored)... non ci stava nessuna indicazione di un transito tra arrivi e partenze quando siamo arrivati. Il secondo lo abbiamo usato per entrare dal Nepal e quindi il tipo dell'immigrazione ci ha detto che avremo dei problemi a rientrare senza visto. Protestiamo ma alla fine dovremmo rivolgerci all'ambasciata indiana a Male' per avere un nuovo visto. E in tempi brevi visto che torno a Delhi il 30 e a Monaco il 31, e Diego deve andare in Rajastan. Ma soprattutto perche' ci siamo portati via solo lo stretto necessario ed il resto della roba, souvenirs eccetera, li abbiamo depositati al Vivek. Comunque ormai siamo in gioco e dobbiamo andare avanti.

Ora siamo al Bandaranaike Airport di Colombo, Sri Lanka, in attesa del volo per Male'. Questo aeroporto e' molto meglio di quella merda dell'Indira Gandhi di Delhi: indicazioni precise, nessuna confusione, transito facilissimo, ambiente luminoso e pulito, personale affidabile. Come sull'aereo, le addette sono vestite con eleganti sari, spesso con richiamo alla coda del pavone.

Un saluto dal Gate 14.
E speriamo bene.

2 commenti:

Anna ha detto...

Sei 1 maledetto!
nonchè gnè gnè dato che sei alle Maldive! direi che è la volta buona che nuoti...

Veronica V. ha detto...

oi strunz!!!!
anche alle maldive?!?!?! maledetto!!!!
ma potresti anche opstare 'na foto!